mercoledì 11 gennaio 2012

ACIDO IALURONICO

Non sono nuovo a parlare dell'ACIDO IALURONICO ( AI ).
Già 6 aa fa ho descritto, in maniera assolutamente entusiasta il primo prodotto che si affacciò sul mercato italiano a base di AI per assunzione orale:
Synthovial Seven, dapprima e sotto il nome di Hyaluron, poi, entrambi della Nutrigea ora Alderman Farma.
Cosa può spingermi a recensire la stessa molecola?
L’affacciarsi sul mercato dell’ACIDO IALURONICO ( AI ) della Erbamea, formulazione 5 volte più potente ad un prezzo interessante [vi sono stati, nel frattempo, altri integratori a base di AI , tutti molto più cari oppure di derivazione animale (scarti di bassa macelleria) e quindi son stati tutti cassati]
Riassumiamo qui le differenze merceologiche:
  • Acido Ialuronico della Erbamea = € 17,90/24 cps, 1 pro/die, AI : 100 mg/dose durerà 24 gg;
  • Hyaluron della Alderman Farma = € 33,00/50 ml, 14 gtt/pro die, AI : 21 mg/dose, durerà 20 gg secondo le prescrizioni della Casa Madre ma, se dovessimo assumere la stessa dose del prodotto precedente, il confronto sarebbe senza storia: Hyaluron durerebbe meno di 5 gg!

Ma vi è un altro motivo ed è ancor più affascinante: le nuove acquisizioni sugli utilizzi dell'Acido Ialuronico non solo per le ARTICOLAZIONI, PELLE, GEL VITREO DEGLI OCCHI, PARADONTO, e, ultimo ma non per ultimo per la salute del nostro sistema CARDIOCIRCOLATORIO!! Non sembri esagerata questa affermazione, stateci a seguire: abbiamo argomenti.
L’ AI pervade molti tessuti e strutture soprattutto quelle sopra elencate ma dopo i 35 aa, improvvisamente, smettiamo di sintetizzarlo. Se fate una breve indagine in una palestra, vi accorgerete che gli over 35 accusano tutti almeno un evento infiammatorio di origine non traumatica: chi soffre di tendinite e chi di un versamento sinoviale e così via…
Sarà anche il caso di spiegare cos’è l’ AI : una lunghissima molecola, un polimero fatto da N-acetilglucosamina e acido glucuronico, due zuccheri, insomma.
Spiegheremo anche che l’acido ialuronico alberga dove vi è il tessuto connettivo. Cosa distingue il tessuto connettivo dagli altri tessuti? Che negli altri t. le cellule sono contigue e a contatto tra di loro: pensate allo schema dell’epidermide o di un muscolo.
Nel t. connettivo, invece, le cellule sono distanti tra di loro immerse in una struttura da loro stesse creata: la matrice.
A dirla tutta non esiste una sola matrice ma molte a seconda del tipo di tessuto ma anche dell’età.
Guardate l'illustrazione: l’ AI svolge la funzione di una vera e propria tensostruttura che rende dinamica l’amorfa matrice. 
Volendo creare una similitudine, pensate ad un materasso a molle:
  • il riempimento di gommapiuma, corrisponde al collagene, denso e amorfo.
  • Ne consegue che un materasso amorfo non ha struttura né elasticità: a questo servono le molle che corrispondono all’elastina.
  • Ma le migliori molle non possono essere abbandonate a se stesse se non sono imbrigliate da una tensostruttura. A questo serve l’ AI : l’impuntura del materasso.

La similitudine finisce qui perché, a sua volta, l’ AI serve da impalcatura per i GAG: i Glucoso Ammino Glicani.
Quali sono i più importanti?
  • La Glucosannina;
  • la Condroitina;
  • il Metil Sulfonil Metano, conosciuto come MSM.

Solo così la struttura dinamica del T. Connettivo si può dire completa, capace di resistere alle sollecitazioni meccaniche e di conservare la giusta idratazione e lubrificazione.
Sì. Perché l’ AI è capace di assorbire un’enorme quantità di acqua quando è intrappolato nella matrice.
La lubrificazione è appannaggio di un’altra proprietà di AI : esso è presente in forma solubile negli spazi virtuali di tendini ed articolazioni ma, soprattutto, svolge un ruolo importante quando è presente correttamente in alcune strutture dell’interfaccia delle cellule: il glicocalice. È qui che si gioca la vera riduzione dell’attrito. Lo vedremo meglio a proposito dei suoi benefici sul sistema cerebro-cardio-vascolare e nella struttura dell’endotelio, in particolare.
Vediamo ora nello specifico i tessuti che ci interessano.
ARTICOLAZIONI E TENDINI

Diciamo che nelle articolazioni si è già detto quasi tutto.
Che si parli di artrite, artrosi, di protrusione o di ernia discale, l’apporto di AI non sarà mai abbastanza.
Sia che si parli di infiammazioni e traumatismi sia che si parli di prevenzione negli over 35 aa per i motivi sopra spiegati:
Fotografie per Erbamea Acido Ialuronico Capsule Vegetali
Erbamea Acido Ialuronico Capsule Vegetali acido_ialuronico_erbamea - Acido Ialuronico Erbame
Acido Ialuronico Erbamea
 dopo i 35 aa d’età smettiamo repentinamente di sintetizzare AI (vedi), il suo apporto avverrà solo mangiando cartilagini, poca roba, insomma.
Di questo si ricordino soprattutto le donne quando parleremo della pelle, per essere più precisi del derma e della loro lotta contro la forza di gravità!
Come potremo allora apportare correttamente AI e gli altri nutrienti di cui abbiamo parlato?
Ecco nutrienti..
Fermiamoci un attimo sul significato di questo termine. L’azione che andremo ad intraprendere sarà quella di una vera e propria integrazione di elementi deficitari: nulla che realmente modifichi il ns equilibrio biologico, nulla che abbia grandi controindicazioni.
IN UNA PAROLA: NUTRIAMO LE NS ARTICOLAZIONI.
Ne consegue che l’assunzione orale sarà il giusto mezzo.
Il ns abbinamento ideale sarà:
  • Mg Citrato (Magnesium Fizz) del quale si è parlato qui --> http://www.ciao.it/Long_Life_Magnesium_Fizz__Opinione_1359057; un misurino - e non due come indicato in etichetta - sciolto in acqua (ove svolge una rapidissima effervescenza), una volta al dì, dopo un pasto;
  • AI , in ragione di una cps al mattino a digiuno;
  • Infine, un tris di Glucosannina, Condroitina e Metil Sulfonil Metano espressi, allo stato dell’arte (rapporto qualità/prezzo), in un prodotto BOSART della EOS , del quale avremo modo di parlare ancora. Assumeremo, di tale integratore, 2 compresse al dì, AIpasti.

Ricordiamoci che questo apporto esprime il max di efficacia, assumendolo per:
  • 6 mesi, sì e
  • 3 – 4 mesi, no. Questo per poter accumulare i suddetti nutrienti, per “capitalizzarli”, insomma.
LA PELLE, ANZI IL DERMA

Per intenderci meglio dovremmo spiegar velocemente cosa è la “Pelle” 
è l'organo/tessuto più pesante del corpo umano;
è composta, dall'esterno verso l'interno, da EPIDERMIDE , DERMA , IPODERMA :
  • l'EPIDERMIDE che è trasparente e non ha vasi sanguigni, possiede un solo strato, quello basale, capace di riprodursi, le cellule crescendo, vengono spinte verso l'alto, fino a che, allontanatesi troppo dal torrente sanguigno presente nel derma, queste cellule muoiono formando lo strato corneo;
  • il DERMA è un tessuto connettivo, ricco di vasi, elastina, GAG e Acido Ialuronico. Inutile dire che è qui che andremo ad agire;
  • IPODERMA: fibre muscolari, grasso, connettivo e ospita realmente l'alveo pilifero cioè un pezzo di Epidermide specializzato a produrre pelo o capello.

Spero che questa descrizione e la sua illustrazione basti a far capire dove agisce AI : nel DERMA, ovvio. Sarà importante far notare che se un derma è eutrofico (ben nutrito) lo sarà anche l'EPIDERMIDE, perché dal DERMA che essa ricava tutti i nutrienti.
Ora che cosa vedremo sulla ns pelle?
Un'epidermide più idratata, più tonica, più tesa, ma non più elastica. Quella proprietà è appannaggio dell'elastina. 
Ora vi sono solo due due “nutrienti” che l'incrementa:
  • La Vitamina C – e rimandiamo alla descrizione del C Complex 1500 t/r a proposito del PARADONTO;
  • e l'Acido Silicico, presente in una forma biologicamente molto disponibile nell'Equiseto, una pianta officinale. Anticipo che a breve recensirò una opi su un mio prodotto Equiseto Composto Polvere, ove le proprietà di questa ottima pianta vengono amplificate da altri ingredienti e che, da 22 aa, dimostra la sua efficacia per rassodare i tessuti e combattere l'OSTEOPOROSI sia di tipo 1 sia di tipo 2.
    Per terminare in bellezza con AI per la PELLE, esso renderà un ottimo servigio sopratutto in quelle donne che vogliono smettere di adoperare svariate creme per idratare la loro pelle: potranno ridurre allo stretto necessario gli apporti esterni grazie alla supplementazione di AI , sempre in ragione di una cps al dì.
Parliamo ora del GEL VITREO
.
Il Corpo Vitreo o meglio il Gel Vitreo, oltre ad avere un particolare indice di rifrazione, ha una precisa funzione di sostegno alla RETINA : grazie al fatto di essere un gel permette di darle la giusta compressione, tenendola adesa alle strutture sottostanti.
Quando parliamo di R , dovremmo tremare di reverenza e timore, frammisti. 
È una delle strutture più delicate, meno riparabili, più sottili ed al contempo più ingegnerizzate del Corpo Umano.
Vi sono varie degenerazioni della R noi parleremo solo di una di queste; il distacco della R e di questa patologia accenneremo solo a due concause ma solo nei confronti di una di queste, AI potrà dare il suo apporto.
Avevamo parlato di Gel Vitreo come di una struttura capace, meccanicamente di tiene adesa la R con l'età, sollecitazioni e nell'occhio miope, il gel tende a liquefarsi e così addio tenuta sulla R ! 
Sarà il caso di accennare all'occhio miope, tanto per spiegare quanti fattori siano in gioco: esso è più allungato di un occhio normale. 
Ciò porta a varie conseguenze:
  • la R avrà un raggio di curvatura minore e già di per sé porta a raggrinzirla: stendete bene la mano ed osservate il palmo, teso vero? Ora portate la mano a coppa, ora è piena di grinze;
  • un Bulbo Oculare più allungato nei suoi movimenti oculari, imprimerà maggiori sollecitazioni alla retina;
  • così come farà nei confronti del Gel Vitreo, liquefacendolo, appunto.

Cosa farà AI in questo caso?
Precisiamo che tutta la gestione di questa angosciosa problematica non è compito nostro, bensì dell'Oftalmologo.
Noi non possiamo esimerci da fornire una mera segnalazione, un piccola freccia per prevenire e contrastare questa spada di Damocle.
Precisiamo ancora che l'apporto nutrizionale di AI dovrà raggiungere una delle strutture più periferiche del corpo umano, per cui solo una notevole costanza sarà premiata.
In sostanza AI nutre il Gel Vitreo perché di questo è fatto.
La dose sarà sempre quella di una cps/die per mesi e mesi. 
E sull'argomento occhio, non ho altro da dire. 
Veniamo ora al PARADONTO.

Anzi per meglio dire l'aiuto che AI può arrecare nelle paradontosi
Naturalmente sarà il caso di illustrare il meccanismo di funzionamento del paradonto. Stiamo parlando del sistema osso-gengiva che incastona il dente attraverso delle “aderenze”. 
Bisogna essere chiari sul meccanismo di azione del paradonto: il dente non è un chiodo conficcato nell'osso se fosse semplicemente questo, la masticazione o persino il pronunciare le consonanti dovrebbero svellere i denti. 
Invece accade esattamente il contrario: più si mastica, più il dente irrobustisce i suoi legamenti.
Prova ne è che quando manca un dente, sopratutto dell'arcata inferiore, a lungo andare, il suo corrispondente dell'arcata superiore non incontrando più ostacoli nella sua corsa, comincia ad essere espulso, fino a cadere.
Questi legamenti sono costituiti anche di AI .
Ecco che oltre a dover osservare tutte le buone regole di igiene orale, evitare abitudini alimentari sbagliate (panini, tramezzini, snack ingurgitati nelle pause pranzo, gomme da masticare); oltre a conservare un buon stato di salute generale che inevitabilmente si riflette sul nostro apparato dentario (diabete, epatopatie); ecco, oltre a tutto questo conviene supplementare AI .
Vogliamo esser chiari: non basta questa supplementazione, l'operato del dentista si rende necessario.
Qualcuno starà pensando se esistono degni "compagni di strada" di AI molti son stati nominati (CoQ10, SOD) ma tra tutti, l'unico che resiste alla trentennale prova dei fatti è solo l'Acido L-Ascorbico: la Vitamina C per prevenire l'ipoascorbemia, la carenza latente ma devastante di questa preziosa vitamina.
Devastante anche come concausa nelle paradontosi
Se Vitamina C dev'essere allora che sia C Complex 1500 t/r della Phoenix Long Life:
  • dosaggio serissimo: 1500 mg pari a 1,5 gr, non sembri una follia, vediamo perché
  • essendo retard si renderà disponibile in 12 h per cui: 1500/12= 125 mg/h una RDA (Dose Raccomandata Giornaliera) degna di rispetto, nel senso che noi siamo permeabili alla Vit. C e rischieremmo di perderla immediatamente affaticando i reni (ossaluria e calcolosi), in questa maniera il rischio è evitato, sarebbe come deglutire microdosi di Vit. C ogni ora.
  • Tamponata e gastroprotetta: non darà fastidio in caso di problematiche gastriche.

Per AI , dosaggio e tempi di assunzione saranno i soliti: 1 cps/die per 6 mesi.

APPARATO CEREBRO-CARDIO-VASCOLARE


Per illustrare le proprietà di AI in questo apparato, bisognerà descriverne almeno una parte: i VASI SANGUIGNI e, sopratutto la parte più intima, quel nobile monostrato di cellule che le riveste e che è direttamente a contatto con il sangue: L'ENDOTELIO (E).
In sostanza parleremo solo di esso. 
Dell'E. sappiamo molto ma non tutto: da aa si sa che è coinvolto attraverso varie strutture che produce le quali letteralmente sporgono nel lume del vaso e che sono coinvolte nei meccanismi regolatori della Pressione arteriosa, del Sistema immunitario (integrine, ecc) ma il modello per così dire “fluidodinamico” era quello della superficie di rivestimento di un tubo che fosse la più liscia possibile onde evitare ingorghi, vortici, occlusioni. Basta pensare ad un qualsiasi circuito idraulico.
E per molte patologie il modello regge ancor'oggi nel senso che vi sono svariate malattie o le risposte infiammatorie che il ns organismo pone in essere che causano una superficie “ruvida” causando così la formazione di trombi (coaguli), di placche ateromatose, aneurismi, insomma tutta una simpatica congerie di silenziosi killers.
Ma, se è vero che la malattie e l'infiammazione “rende ruvido” l'E, il modello sano dello stesso non è liscio, anzi per meglio dire, non è GLABRO!
La moderna ricostruzione del modello dell'E è quello di una superficie “PELOSA”: miliardi di strutture che rivestono come un morbido pelo tutto il lume dei vasi foss'anche dei capillari e che fanno da guardiani, da sensori per la Pressione Arteriosa, per saturazione dell'Ossigeno, per il pH, la risposta immunitaria, ecc. Queste strutture rivestono un ruolo importantissimo nel modello fluidodinamico di cui sopra: si comportano come le piume o il pelo di un qualsiasi animale acquatico, uccello o mammifero che sia, FANNO SCORRERE MEGLIO IL SANGUE CAUSANDO MENO DANNI.
Immaginate di veder uscire un magnifico cigno dall'acqua, dopo una scrollata, il suo piumaggio sembrerà asciutto, ma la vera meraviglia è che esso non crea ostacolo durante il nuoto o l'immersione, anzi, l'agevola.
La stessa cosa fanno queste strutture:
fanno scorrere i Globuli Rossi (GR) senza che essi debbano rovinarsi e rovinare l'E durante lo scorrimento, ricordiamo che i GR quando passano nel lume dei capillari devono letteralmente accartocciarsi (hanno la forma adatta per farlo). 
Questo a lungo andare dovrebbe dare problemi a tutto il sistema, invece no: l'attrito in gioco è di gran lunga inferiore, grazie allo scorrere sui peli in questione.
Ancora, sono essi che proteggono dalla formazione di trombi attraverso l'attivazione o la protezione di varie sostanze.
Qual'è il nome di queste strutture? 
GLICOCALICE
Quali sono i suoi costituenti principali?
  • AI ;
  • Glucosammina ;
  • Condroitina ;
  • e, per noi profani, due nuove conoscenze: Eparan Solfato e Dermatan Solfato .

Le prime tre le conosciamo bene e sappiamo dove reperirle:
  • AI , nell'omonimo prodotto di Erbamea, una cps al dì;
  • Glucosammina e Condroitina, nel BOSART, della EOS, due cpr al dì;
  • resta da reperire Eparan Solfato e Dermatan Solfato. Ebbene, essi non sono reperibili nel mercato degli integratori alimentari, pur avendone, a mio modesto parere, tutte le caratteristiche. Essi sono stati registrati più di 30 aa fa, come farmaci, avendo come definizione di Principio Attivo quello di MESOGLICANO .

Sono sicuro che una breve ricerca su internet, Vi permetterà di reperire maggiori informazioni e individuare i nomi commerciali dei F. che li contengono.
Da parte mia credo di essermi spinto già troppo in la': non è certo un erborista che deve consigliare un farmaco. 
Se l'ho fatto – e sarà l'unica volta – è perché conosco queste due molecole, so che i loro effetti collaterali sono molto limitati rispetto ad altri eparinoidi.
L'ultimo passaggio sarà chiedere il consenso, per la somministrazione di tale F., al Vs medico di base.
Sappiate che per valutare qualsiasi F – sia nel bene sia nel male – vi è bisogno di un'immissione in commercio da almeno 30 aa!
Solo così si può raccogliere uno “storico” che ne sviscera tutti gli eventi aversi ma ne può mettere in luce anche nuovi aspetti terapeutici: così è stato per l'aspirina e per la “pillola” anticoncezionale.
Ebbene il Mesoglicano ha una storia trentennale: da F. impiegato per l'insufficienza venosa, ora viene accreditato il suo impiego in svariati campi: in campo odontostomatologico, oculistico, persino oncologico ma, in questo contesto, ci premeva parlare del ruolo protettivo per il Circolo sanguigno.
  • Fino a 20 aa fa, si riteneva fosse il microcircolo il collo di bottiglia del sistema, e questo è vero, e che esso fosse coinvolto nell'etiologia e nelle complicanze di svariate malattie. 
    Giù quindi una serie di F. atti a migliorare il microcircolo, comprese l'enorme speranza di quegli aa: la Ginkgo biloba, un albero giapponese che si ritenesse avere proprietà miracolose sui capillari. Venne proposto per la memoria sia degli studenti sia negli anziani. Fu proposto, senza molti studi a riguardo, anche per l'Alzheimer, scoprendo da 5 aa con una ricerca Cochrane (il max di serietà nel campo della validazione di qualsiasi studio scientifico) la perfetta inutilità di questa pianta officinale.
  • Si è passati poi a considerare il sangue come un fluido e a volerne modificare la viscosità.
  • Poi si è riconosciuto finalmente il ruolo principe dell'E quale interfaccia, reale frontiera tra il sangue e il restante apparato. 
    Mancava un modello realistico di E.
  • Ora l 'abbiamo. 

    E possiamo persino misurare lo stato di salute del ns apparato circolatorio: un banalissimo laser che misura la distanza minima che intercorre tra la parete di un capillare e i globuli rossi che lo percorrono. Più elevata è la distanza maggiore è la presenza del glicocalice.

Naturalmente non è l'unico modo con il quale andremo a proteggere il Ns apparato Cerebro-Candio-Vascolare.
Non sempre possiamo avere un intervento additivo, ingurgitando le più svariate sostanze: F. o integratori alimentari che siano.
A volte si rende necessario un comportamento, anzi, per meglio dire, una strategia sottrattiva:
  • meno cibo,
  • meno zuccheri raffinati,
  • meno grassi,
  • meno sale,
  • meno pigrizia e così via.

Su tutto l'attenta monitorizzazione di un'équipe cardio vascolare.
Ma un piccolo Ns suggerimento volevamo darvelo, sperando di essere stati chiari ed utili. A presto, 
Bartolomeo Scalzi 
Erboristeria Rugiada.
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